Team Leadership: attenti a quei...4

In vent'anni di esperienza professionale ho imparato a distinguere quattro modalità distorte di approccio al lavoro di squadra.

Un Team Leader ha spesso il compito ingrato di coordinare diverse personalità, che nutrono diverse aspettative e che impongono se stessi con una modalità difficilmente conciliabile con le esigenze del team. La sfida consiste nell'orchestrare i diversi apporti attraverso una leadership razionale e decisa. Ma vediamole queste quattro modalità.

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1. I narcisisti

Si tratta di persone che attribuiscono un senso smisurato d'importanza al loro ruolo. Sono certamente le persone più felici di far parte del team e questo li esalta. Il problema è l'egocentrismo, che anestetizza completamente la loro capacità empatica. Sono persone che non si curano di ciò che sentono (e dicono) gli altri e concepiscono il team meeting come un palcoscenico per se stessi. Ovviamente, si tratta di persone con una straordinaria ipersensibilità alle critiche.

2. I tipi passivi-aggressivi

Sono le persone dotate di una naturale rabbia verso il mondo. Spesso arrivano in ritardo alle riunioni. Hanno una forte avversione alle regole (quando riguardano loro), ma sono spietati con chi non le rispetta. Durante i team meeting hanno un livello d'interazione discontinuo e condizionato dal loro personale interesse.

3. Gli irascibili cronici

Sono le persone perennemente sotto tensione, che accusano i loro collaboratori e colleghi di tutti i mali dell'azienda. Durante i team meeting tendono ad urlare e non hanno uno spiccato auto controllo. Non è insolito che anche il linguaggio sia sguaiato e volgare. Sono convinti che sono tanto bravi nella misura in cui siano perennemente inc***ati.

4. Le vittime

Sono i collaboratori che si sentono sempre dalla parte sbagliata. Vivono costantemente offesi. Durante i team meeting hanno l'aria di chi non ci crede più e sa che tanto le cose non cambiano. Propongono più problemi che soluzioni e soffrono il lavoro di squadra.

Bei tipetti, non c'è che dire! Ma come si possono gestire queste derive caratteriali?

Con razionalità e decisione, utilizzando quel che la professoressa di psichiatria clinica Judith Orloff chiama il potere di arrendersi. 

La nostra vita è completamente sopraffatta dalla resistenza che opponiamo alle cose e non riusciamo ad essere felici perché non ci "consegniamo" all'ineluttabile realtà. Con un corretto e razionale distacco dalle cose, eventi come la morte, la vecchiaia. le relazioni con gli estranei, le offese, i dolori si trasformano in semplici evenienze della vita alle quali conviene arrendersi per ritrovare la propria serenità interiore. Punti di vista. Cosa c’entra questo riferimento? C’entra. Per gestire persone complicate e problematiche come quelle sopra descritte è opportuno arrendersi. Ossia, rimanere razionalmente composti, senza opporre resistenza alle tipicità, ma portandole alle loro più "estreme conseguenze". Per uniformare i comportamenti dei membri di un team non conviene opporre un modello comportamentale concorrente e avverso, ma bisogna portare all'evidenza le aberrazioni di comportamenti contrari all'interesse della squadra. Non intendo dire che si debba essere passivi, anzi. Bisogna gestire sapientemente le conseguenze negative di certi comportamenti. Per esempio, se qualcuno ha l'abitudine di arrivare sempre in ritardo, invece di aspettarlo/a, iniziate la riunione senza problemi. Piuttosto, indirizzate la riunione in modo tale che da subito si parli dei temi che stavano a cuore al ritardatario. 

 Il vantaggio della razionalità e dell’autocontrollo è quello di rimanere sempre lucidi per scegliere la migliore soluzione per il team.

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